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      Un monte di minchionerie!
      - Mia moglie mi sentirÓ! - mugol˛ Frati, schiacciato dalla rivelazione.
      - Ditele, del resto, che non me ne importa un accidente. Ma pretendo di non esser pi˙ seccato. Avete capito? Va bene? Mutiamo discorso.
      Parlarono di grani, che accennavano a sensibili ribassi sul mercato. Ma il curiale Frati non si trattenne, preso da uno zelo impaziente di andare a redarguire la moglie. Padron Gregorio poteva viver tranquillo: quella scema avrebbe messo giudizio, una volta per sempre.
      Il curiale era in buona fede; ma la moglie gli rise in faccia, invitandolo lui stesso ad impicciarsi nei propri affari. Ella sapeva quello che faceva, lei! Aveva spuntato il dente del giudizio, e non le servivano pi˙ le lezioni.
      Per˛, durante quasi due settimane, la signora Lalla, pure incontrando quasi ogni giorno Ferramonti, non gli parl˛ pi˙ della nuora. Pareva invece occupata di tutt'altro, curiosa di conoscere un segreto che gli attribuiva. E finÝ col mostrarsi piena d'ansietÓ, incapace di tener la lingua a casa. Era proprio vero? Padron Gregorio aveva risoluto sul serio un passo cosÝ grave? Chi era la donna scelta da lui? Se ne citavano almeno dieci.
      Insomma, spargevasi la voce che l'antico fornaio era sul punto di riammogliarsi. Un pettegolezzo infame che lo fece andar sulle furie, e che si era accreditato in un modo incredibile. Trattavasi, per Cristo, di far passare da vecchio rimbambito un uomo che aveva sempre il cervello a posto, e che soprattutto teneva a mostrare di avercelo.


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L'ereditÓ Ferramonti
di Gaetano Carlo Chelli
pagine 243

   





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