Pagina (134/354)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      – Oh!... cosa ti sogni; qui non si tratta di licenza, ma di nazionalità!... di nazionalità, la intendi, perdio?
      – Vuoi dir comunismo.
      – Ah!... che comunismo! invenzioni di voi altri retrogradi...
      In quella era entrato il vecchio Rensini, colla sua testa grigia tutta sconvolta, e movendo due occhietti di lepre spaventata, appena ebbe udito di che si trattava mormorò in tuon di mistero: – Oh!... per questo potrei dire anch'io la mia sopra l'argomento... perché so di certo... in un magazzeno poco discosto, alcune canaglie, certe ghigne, di quelle da segnarsi quando s'incontrano per istrada... bene! vi fu chi li udí a macchinar fra di loro: "Ohe! compare, adesso che c'è la libertà, andremo un tantino per le case a torci un po' di grazia di Dio! Che noi s'abbia sempre a tribolare, fin che i signori se la passano; oh! no, davvero! giustizia per tutti... se no, che ci giova che non ci siano piú i Tedeschi?"
      Il brav'uomo vedeva il cambiamento e voltava la baracca, lasciando la parte giovane, e avvicinandosi alla vecchia.
      – Il comunismo! – irruppe Alessandro senza guardar l'omuncolo – il comunismo lo piantano i tuoi cari Tedeschi... domanda un po' cosa fanno in campagna dove saccheggiano, portano via, sterminano, domanda a don Leonardo; di quello non diffiderai, spero, perché è un angelo.
      Lo zio, chiamato dalla voce strillante, tonante d'Alessandro, venne in camera dove succedeva questo disgustoso alterco.
      – È vero!... di' don Leonardo, le infamie di quegli assassini son proprio cosí?...
      Allora il buon prete:


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La rivoluzione in casa
di Luigia Codèmo
pagine 354

   





Rensini Dio Tedeschi Alessandro Tedeschi Leonardo Alessandro Leonardo