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      – Un figliuolo unico!... – diss'egli – cosa crede l'Austria che Bastiano (cosí chiamava il soldato) sia proprio lui, che gli farà ricuperare la Italia?
      – Evviva! – esclamò Salvatore, saltando fuori da una siepe con Alessandro – un contadino ha nominato la Italia!
      Allora tutti insieme, stretti a conciliabolo, discussero, esaminarono il terribile disegno di Salvatore: e per dir la verità, fuori che lui, nessuno lo trovò approvabile. La Marietta esultava; piangeva, fremeva, pendeva dalle labbra della Clelia, di Alessandro, di Fiorenza. Quello che tagliò il nodo fu Bastiano stesso.
      – Posto che son soldato ci resto! – diss'egli – mi avranno nel loro esercito, ma li farò accorgere che piuttosto di me, e di uno di noi altri, sarebbe meglio che andassero a prendere il diavolo!
      Allora tutti approvarono: la Clelia gli die' una moneta che aveva indosso: tutte le sue, la povera Marietta; cosí Fiorenza ed anco Alessandro.
      Prima di lasciarlo, Fiorenza interpellò Salvatore sopra un altro punto doloroso; gli chiese che ne fosse di quel tale Ernesto...
      – To'! – disse il giovane, – volete sentirne un'altra? Non è vero che sia fuggito in America; ma invece si sposa alla ragazza... via... l'ultima che innamorò...
      – Tanto meglio! – disse Fiorenza...
      Le nostre donne si baciarono commosse e beate: furono rinnovati i saluti, le esortazioni, e la famiglia Rizio montò senz'altro in carrozza che l'attendeva sulla strada maestra.
      Quando si furono tutti accomodati fuori di vista, e lontani dagli amici lasciati, disse Fiorenza:


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La rivoluzione in casa
di Luigia Codèmo
pagine 354

   





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