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      Volendo accelerare la esecuzione delle leggi, che da epoche remote hanno proscritta la indicata condizione della proprietà, perniciosa a tutti ecc. ecc.» In un altro decreto dello stesso anno 1838 è detto che «il languire dell'agricoltura e della pastorizia, e la miseria d'intere popolazioni, debbono attribuirsi in gran parte alla esistenza degli abusi feudali, delle promiscuità e delle liti degli ex-baroni coi Comuni, ecc.»
      Dopo, nei momenti della peggiore reazione, nel 1849 e nel 1852, il principe di Satriano emanò decreti contro l'usura, e per favorire lo spezzamento dei latifondi; sempre inutilmente.
      Se il governo borbonico fu impotente al bene, come si disse, potè colle persecuzioni politiche, coi favoritismi, colle protezioni far scomparire del tutto dagli animi la confidenza nella giustizia e far sorgere la mafia, i campieri e i compagni d'armi, che avevano in appalto la sicurezza pubblica delle campagne, e che, in generale, erano pregiudicati e briganti in ritiro, che conservavano i migliori rapporti coi briganti in attività.
      Lo sbarco di Marsala e la successiva liberazione dell'isola dal giogo borbonico avrebbero dovuto iniziare un'êra nuova. Alcuni sapienti decreti di Garibaldi lo fecero sperare; e i propositi manifestati da lui sul censimento dei beni ecclesiastici, se attuati, da soli sarebbero forse bastati a produrre un vero rinnovamento economico-sociale: ma si sa che ai criterî sociali nella distribuzione di quei beni furono sostituiti i criterî esclusivamente fiscali ed un'opera che avrebbe potuto riuscire altamente civile non fu feconda che di mali e di amare delusioni frammiste a qualche poco di utile.


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Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause
di Napoleone Colajanni
Sandron Palermo
1895 pagine 444

   





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