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      - Non ebbero lunga vita; l'afflitta Basili mori giovane che non compiva i venticinque anni, non volle marito, non velo di monaca; si piaceva star sola, seduta sotto un albero, donde non si vedessero città o case; volgeva altrove lo sguardo all'apparir di un bambino.
      XXX. Furono lenti gli aiuti a' sepolti, ma non per empietà dei congiunti o del popolo; ché pure ne' tremuoti di Calabria gli uomini furono, come sempre, più buoni che tristi; e fra tutti alcuni profondamente malvagi, altri eroicamente virtuosi. Un uomo ricco faceva cavare ne' rottami della casa; e quando scoprì e prese il denaro ed altre dovizie intermise l'opera, benché lasciasse sotto alla rovine, forse ancora non morti, lo zio, il fratello, la moglie. Contendevano il possesso di ampio patrimonio due fratelli; ed erano, come avviene tra congiunti, l'uno dell'altro adirati e nemici: Andrea cadde con la casa; Vincenzo ereditava il contrastato dominio, ma sollecito, irrequieto, solamente intese a dissotterrare il fratello, e, fortunato, lo trasse vivo. Appena appena si ristabilirono i magistrati, l'ingrato Andrea, sordo alle proposte di accomodamento, ridestò il litigio e 'l perdé. Se tutti gli esempi di pietà o di fierezza, di riconoscenza o d'ingratitudine io narrassi, empirei molte pagine per dimostrare la già vieta sentenza essere l'uomo l'ottimo, il pessimo delle cose create. Ma la tardità negli scavi dipendeva dalla cura della propria salvezza, e dallo sbalordimento che ne' primi giorni oppresse ogni altro pensiero, ogni altro affetto. Privi di casa nel più rigido mese dell'inverno, sotto pioggie stemperate, e turbini, e vento; distrutte le canove, sperduta l'annona, paurose le vicine genti di portar vettovaglie là dove continua e facile era la morte; tutti spandevano l'opera e il danaro a comporre rozza baracca, e procacciare poco cibo a sostegno di vita.


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Storia del reame di Napoli
di Pietro Colletta
pagine 963

   





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