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      Stabilite alla fuga le strade, il tempo, i segnali, uscirono travestiti da porta secreta il re, la regina, la principessa Elisabetta e i principi infanti, menati per mano da madama de Tourzel, che, sotto finto nome della signora di Korff, figurava che viaggiasse co' suoi figliuoli, e fossero sue cameriere la regina e la principessa, servo il re, corrieri o pur servi tre guardie del corpo travestiti. Nel campo stesso per altra strada fugge il fratello del re con la moglie; e celeri messi avvisano quelle fughe a' re stranieri. Saputa in Parigi nel mattino seguente la partita del re, l'Assemblea, fingendo ch'ei fosse stato rapito da' nemici della Francia, decretò trattenerlo: ma godendo vedersi libera del maggiore intoppo, desiderò che fuggisse. Meglio provvidero i cieli, avvegnaché forze straniere ed interne, natural debolezza degli Stati nuovi, varietà di parti e dispotismo, forse avriano distrutte in breve le opere meravigliose di due anni, le speranze di un secolo, e sottomesso il popolo della Francia alla tirannide. Le rivoluzioni danno apparenza ingannevole, perché immense a vederle, minori in fatto, sono audaci e caduche.
      Rallegrava la regina ed il re di Napoli la fuga della f amiglia di Francia, quando seppero per altre lettere che scoperta a Varennes, ricondotta prigioniera a Parigi, era tenuta in custodia dalle milizie. Né però cadendo la speranza de' re collegati d'invadere la Francia, convenuti a Pilnitz l'imperatore Leopoldo, il re di Prussia, l'elettore di Sassonia e 'l conte d'Artois, pubblicarono, a nome de' due primi, editto che diceva: "Sconvolti affatto gli ordini della Francia, invilita la monarchia, imprigionato il re; necessaria l'opera de' re stranieri a render la pace a quel regno, la libertà a quel principe; squadre poderose prussiane ed austriache adunarsi ad esercito; invitare alla impresa gli altri re della terra, per tener sicuri i propri regni, e vendicare la dignità della corona". Gustavo III, re di Svezia, ardente di sdegno, bramoso di gloria, dicendosi pronto e sollecito all'invito, s'impazientava de' ritardi.


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Storia del reame di Napoli
di Pietro Colletta
pagine 963

   





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