Pagina (529/963)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Dell'Italia, il Piemonte, Genova e Corsica erano uniti alla Francia; e, per la pace di Presburgo, il Regno italico fu accresciuto degli Stati di Venezia, Istria e Dalmazia veneziana, isole venete, e Bocche di Cattaro; la Toscana, sebben governata con le antiche leggi di Leopoldo, serviva gl'interessi della Francia, perché la nuova reggitrice teneva stato e nome di regina da Napoleone; il reame di Napoli, scacciatane la stirpe de' Borboni, era dato ad un Buonaparte. Non restava di antico altro che Roma, monca ed avvilita; Sicilia, debole e minacciata.
      XXXII. Mutazioni così grandi erano accadute nel 1806; e quell'anno non ancora finito, altro gravissimo avvenimento turbò le attuali cose, minacciò la sicurezza dei nuovi Stati, e per fino della Francia: essendo a Buonaparte necessità confidare la immensa mole dell'Impero alle vittorie ed alla fortuna. La Prussia al primo di ottobre si levò a guerra contro la Francia, collegandosi alla Inghilterra, poco innanzi simulata nemica; avendo in seconda linea l'esercito russo, che a gran giornate andava in aiuto di lei, e sperando impegnare la Casa d'Austria, nemica irreconciliabile della Francia. La Prussia per dodici anni era stata neutrale nelle guerre d'Europa, aspettando maggior frutto dalla politica che dalle armi; ma serbando in cuore odio coperto contro i nuovi re ed i nuovi Stati. La Francia dissimulava quello infingimento per attendere opportunità a vendicarlo. La Confederazione del Reno pose fine agl'inganni, perocché la Prussia, temendo di mali estremi, e la Francia, confidando nella sua possanza, si mossero a guerra.
      Era nuovo l'esperimento. La memoria del gran Federico combatteva per i Prussiani; così che nei campi di Jena, il giorno innanzi della battaglia, il re, parlando all'esercito, ricordava il gran nome e i gran fatti; e l'intrepido Buonaparte, riguardando attentamente più dell'usato le mosse e l'arte delle schiere nemiche, parea quasi dubitasse dello scontro; ma vistolo appena, diceva: - La vittoria è per noi.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia del reame di Napoli
di Pietro Colletta
pagine 963

   





Italia Piemonte Genova Corsica Francia Presburgo Regno Stati Venezia Istria Dalmazia Bocche Cattaro Toscana Leopoldo Francia Napoleone Napoli Borboni Buonaparte Roma Sicilia Stati Francia Buonaparte Impero Prussia Francia Inghilterra Casa Austria Francia Prussia Europa Stati Francia Confederazione Reno Prussia Francia Federico Prussiani Jena Buonaparte