Pagina (774/963)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Il Nugent, ricomponendo l'esercito, disfece o mutò tutte le opere del Supremo Consiglio per ordinanze nuove o difettose; ma perché poco durarono, e caddero, al cadere di lui, tacite ed ignote, vanno ad accrescere la immensa mole degli umani falli obliati. Parlerò di un solo, cagione ad infausti eventi: quelle ordinanze secondavano l'avarizia del fisco e le opinioni del ministro Medici, il quale credeva Napoli e Francia insieme si reggessero; che una dinastia durerebbe quanto l'altra; che per noi la pace o la guerra, la quiete interna o gli sconvolgimenti avessero spinta e fato dalla Francia; Napoli, come schifo di gran vascello, non temeva procelle se quello durasse, né sperava salvezza se fusse assorto; non abbisognava del proprio senno a governarsi. I pensieri de' mediocri ingegni, portati in alto dalla fortuna, sono sistematici e stravaganti.
      Era quindi l'esercito peso inutile allo Stato, e bastavano quattro reggimenti, guardie del re; e molti birri, custodia del regno. Ma il pattovito contingente di venticinquemila soldati nelle guerre dell'Austria ci obbligava a tenere un esercito, ancorché la potentissima Santa Alleanza promettesse a' sovrani lunga pace, riposata monarchia e paziente servitù de' popoli. Cosicché il ministro, scontento e tediato dello spendere senza bisogno, assottigliò le paghe, restrinse i comodi de' soldati; dall'avarizia progredì alle ingiustizie; suscitò cruccio e lamenti nell'esercito. Istromento di lui era il Nugent, che, sollecito di bene, ma straniero ed avido, biasimando que' disastri, li cagionava.
      Impediva la composizione dell'esercito un decreto dell'anno 15, col quale il re, notando la coscrizione come flagello del dominio francese, la rivocava.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia del reame di Napoli
di Pietro Colletta
pagine 963

   





Nugent Supremo Consiglio Medici Napoli Francia Francia Napoli Stato Austria Santa Alleanza Nugent