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      La spiaggia era piena di gente che urlava e gesticolava guardando il mare.
      – Che cos’è accaduto? – domandò Pinocchio a una vecchina.
      – Gli è accaduto che un povero babbo, avendo perduto il figliolo, gli è voluto entrare in una barchetta per andare a cercarlo di là dal mare; e il mare oggi è molto cattivo e la barchetta sta per andare sott’acqua...
      – Dov’è la barchetta?
      – Eccola laggiù, diritta al mio dito, – disse la vecchia, accennando una piccola barca che, veduta in quella distanza, pareva un guscio di noce con dentro un omino piccino piccino.
      Pinocchio appuntò gli occhi da quella parte, e dopo aver guardato attentamente, cacciò un urlo acutissimo gridando:
      – Gli è il mi’ babbo! gli è il mi’ babbo!
      Intanto la barchetta, sbattuta dall’infuriare dell’onde, ora spariva fra i grossi cavalloni, ora tornava a galleggiare: e Pinocchio ritto sulla punta di un alto scoglio non finiva più dal chiamare il suo babbo per nome e dal fargli molti segnali colle mani e col moccichino da naso e perfino col berretto che aveva in capo.
      E parve che Geppetto, sebbene fosse molto lontano dalla spiaggia, riconoscesse il figliuolo, perché si levò il berretto anche lui e lo salutò e, a furia di gesti, gli fece capire che sarebbe tornato volentieri indietro, ma il mare era tanto grosso, che gl’impediva di lavorare col remo e di potersi avvicinare alla terra.
      Tutt’a un tratto, venne una terribile ondata, e la barca sparì.
      Aspettarono che la barca tornasse a galla: ma la barca non si vide più tornare.
      – Pover’omo!


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Pinocchio
di Carlo Collodi
pagine 153

   





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