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      Agli Editori.
     
      Egregi Signori ed Amici,
     
      Quando pubblicai per la prima volta questo libriccino avrei creduto ad ogni cosa strana ed inverosimile, prima che a quella che mi sembrava più strana ed inverosimile di tutte, un bel successo pel mio lavoro.
      Fu uno dei pochi disinganni piacevoli che accadono a questo mondo, il vedere che le mie "leggi di cortesia," messe giù alla buona in meno d'un mese, sotto la pressione d'un contratto, che mi reclamava le pagine scritte di giorno in giorno come cambiali a scadenza, si vendevano ad un numero di copie non mai sperato.
      Il merito non era mio, ma delle buone regole di vita che avevo attinte ai migliori galatei antichi e moderni, italiani e stranieri, ed alle usanze che avevo studiato fra la vera gente per bene, che, se Dio vuole, va sempre più crescendo di numero.
      E questo merito altrui, ch'io avevo soltanto avuta l'idea di ridurre in moneta corrente raccogliendo molte cose sparse e condensandole nelle poche pagine del mio libro, mi fece apprezzare il libro stesso per la sua utilità pratica, e desiderare di migliorarlo, ampliarlo un pochino, fare molte correzioni di stile e di lingua che la critica intelligente mi aveva suggerite.
      Tutto questo l'ho fatto ora, grazie a loro, per la ventiduesima edizione; e se questa incontrerà il favore del pubblico quanto le altre, o più delle altre lo dovrò in parte agli editori cortesi, che mi hanno incoraggiata alla fatica, assumendone la ristampa.
      Io lo dedico adunque a loro il mio libro, affido a loro la mia Gente per bene.


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La gente per bene
di Marchesa Colombi
Editore Galli
1893, pagine 196

   





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