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      Avevano scritto ad una parente di lui agiata, e l'avevano indotta a dargli ancora venti lire al mese. Facevano settanta lire in tutto, e con quelle il giovane martire riusciva a vivere; ed era sempre d'umore sereno, serbava sempre i suoi modi da gentiluomo, ed aveva tanta cura de' suoi abiti, reliquie della passata grandezza, che non isfigurava punto in societą. Ma che privazioni doveva soffrire! Non fumava, se non quando qualche conoscente gli offriva un sigaro, il dopo pranzo, perchč spesso l'invitavano a pranzo. Ma di solito andava a desinare all'osteria solo. E qualcuno aveva osservato che qualche volta non beveva vino e non prendeva frutta. Una minestra, un piatto di carne, ed un po' di formaggio.... Un eroe addirittura!
     
      Conoscevo la vita dei contadini nelle risaie del Novarese, e nella bassa Lombardia, e sul Piacentino nella vallata del Po; paesi di febbre, di pellagra; conoscevo i quartieri pił poveri della grande cittą. E certi spettacoli induriscono il cuore. Quella minestra, quel piatto di carne, quel formaggio, non mi strappavano nemmeno un sospiro.
      La miseria umana m'aveva confidati ben altri dolori! Alcune finestre interne del mio quartiere aprivano appunto sul cortile dell'osteria, dove il giovane milionario decaduto, e molti altri infelici dai minimi stipendi, compievano ogni giorno l'atto eroico di pranzare con due lire, e magari con meno.
      Una quantitą di camerieri e cuochi e guatteri erano in moto fin dall'alba a mettere in ordine e pulire ogni cosa; c'era una donna che passava delle ore accoppiando grembiuli da cucina, e tovaglioli, e tovaglie sporchi prima di darli al bucato; c'era un uomo che tutto il santo giorno girava il manubrio del tostino.


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Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181

   





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