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      L'ortolano rimaneva impaurito dinanzi a quest'alternativa, e l'altro riprese:
      - Del resto si può fare anche senza del veterinario. Se aveste un temperino,...
      Il padrone del ciuco entrò nell'osteria, e ne uscì con un cameriere in abito nero e sparato bianco, che pareva un signore. Aveva anche un temperino in mano, e sorrideva di quei due villani, e dell'asino, e del male, e di tutto.
      - Dov'è che si deve fare questa grande operazione? domandò con aria di sprezzo, accostandosi al ciuco ed arricciando il naso, perchè la botola delle spazzature aperta mandava un puzzo atroce.
      I due contadini, un guattero, un carbonaio, alcuni garzoni delle botteghe vicine, gli si fecero intorno curiosi.
      - Ma piove, gridò il cameriere; non sentite che la pioggia bagna? E diede uno spintone all'asino per cacciarlo più contro il muro e mettersi lui al riparo sotto la grondaia mentre lo operava. Gli altri non badavano a quella pioggerella minuta, e strinsero il cerchio per veder a tagliare e ad uscire il sangue.
      Pietro pure voleva vedere, e cercò di farsi posto; ma il suo padrone lo cacciò via. Egli si mise a strascicarsi intorno, tentando di rizzarsi sulle spalle degli altri; ma tutti lo respingevano, ed era troppo piccolo per vedere stando dietro. Allora s'affrettò, inciampando e dondolando, fino al suo carro, e salì in piedi a cassetto. Era un po' lontano, ma era alto, e di là vedeva tutto. Fremeva d'impazienza e di curiosità. Allungava il collo, protendeva la testa enorme, e la sua facciona gialla, più gialla del solito, quasi livida, sembrava animarsi in quell'eccitazione dell'aspettativa feroce.


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Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181