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      Ma come fare? Come? Persuadendo il signor Dogliani a perdere il benefizio? Non sarebbe stato difficile, perchč amava molto suo figlio, e non avrebbe voluto punto sacrificarlo. Ma poi, come avrebbe vissuto, povero vecchio? Vincenzo l'aveva detto: doveva immolare sč stesso, o condannare suo padre alla miseria. Essere un cattivo prete o un figlio ingrato.
      Vicenzino ripetč a sč stesso tutta la storia del passato. La generositą dello zio pe' suoi genitori, la loro sconoscenza, e (nel segreto del suo cuore lo diceva con amarezza) la loro slealtą. Si rammentņ la devozione riconoscente ed il desiderio profondo di espansione che avevano travagliata la sua infanzia sentimentale ed i sacrifici che avrebbe voluto fare per dimostrare a quei parenti la sua gratitudine. Con che cuore avrebbe dato la vita per loro!
      Ebbene, ora era venuto il momento di mostrarsi grato, di compensare benefizio per benefizio. Era venuta l'ora d'essere eroico. Ma non si trattava di buttarsi in Po, di ricevere un colpo di fucile nel petto, di quegli atti di devozione istantanei che si compiono in un eccitamento di passione e durante un attimo. Era un eroismo di tutti i giorni, di tutte le ore, che il suo gran cuore generoso suggeriva alla sua immaginazione atterrita. Era l'immolazione della sua libertą, del suo avvenire, delle sue aspirazioni, delle sue speranze. Della sua libertą, che si sentirebbe vincolata in tutti gli istanti della sua vita, del suo avvenire condannato a battere tutt'altra via di quella a cui tendevano le sue aspirazioni, delle sue speranze, che gli sorgerebbero ogni giorno impetuose nel cuore, per essere di nuovo ogni giorno con una lotta violenta respinte e soffocate.


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Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181

   





Dogliani Vincenzo