Pagina (157/337)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Ma l'Ammiraglio, conosciuta la viltà di quei paesani, stimò poco cosiffatto rumore, specialmente confidandosi nei cavalli, dai quali gl'Indiani temevano d'essere divorati, e per ciò tanto era il loro spavento, che non ardivano di entrare in alcuna casa ove fosse stato un cavallo. Con tutto ciò l'Ammiraglio per buon rispetto deliberò di mandargli più genti e vettovaglie, considerando che, volendo egli scoprir la terraferma con le tre caravelle che gli erano rimaste, era bene ch'ivi lasciasse tutte le cose molto quete e sicure. Laonde il mercoledì ai 2 aprile mandò 70 uomini con le vettovaglie e munizioni al detto castello, 25 dei quali fossero per difesa e per scorta e gli altri aiutassero a fare un'altra strada, essendo molto difficile il passare per la prima i guadi dei fiumi.
      Ora, partiti costoro, mentre che i navigli si mettevano in punto per andare al nuovo scoprimento, egli attendeva ad ordinare le cose necessarie alla popolazione che faceva, dividendola in strade con una piazza comoda, e procurando di condurvi il fiume per un grosso canale: per la qual cosa fece fare una chiusa che servisse ancora per i molini: perché, essendo la popolazione quasi un tiro d'artiglieria lontana dal fiume, con difficoltà la gente avrebbe potuto fornirsi d'acqua da parte così lontana, specialmente essendo il più della gente molto debole e travagliata per la sottigliezza dell'aria che non si confaceva, onde pativano alcune infermità, e non avevano altro cibo né altre vettovaglie di Castiglia che biscotto, e vino, per il mal governo che i capitani delle navi avevano di ciò avuto e ancora perché in quel paese non si conservano così bene come nel nostro.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Historie del S.D. Fernando Colombo
(Vita di Cristoforo Colombo)
di Fernando Colombo
pagine 337

   





Ammiraglio Indiani Ammiraglio Castiglia