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      Ma perché nell'esecuzione di ciò vi era alcuna dilazione, e correva oramai il mese di ottobre dell'anno 1501 e i maligni procacciavano ancora che si aspettasse nuova informazione, l'Ammiraglio deliberò di parlare ai Re e di chieder loro che gli promettessero di conservarlo e guardarlo dai suoi pericoli, il che anche fece dopo con sue lettere. Ciò, quando l'Ammiraglio era per partire per quel viaggio, essi gli promisero con una loro lettera, nella quale dicono cosiffatte parole:
      «E siate certo che la vostra prigionia ci è dispiaciuta molto; e ben lo vedete voi, e lo conobbero tutti chiaramente, poiché tosto che ciò sapemmo vi provvedemmo di buon rimedio. E sapete con che onore e cortesia abbiamo comandato che vi trattassero sempre, il che ora siamo per far maggiormente, e per onorarvi e per trattarvi benissimo, promettendovi che le grazie da noi concedutevi vi saranno conservate intiere, secondo la forma e il tenore dei nostri privilegi, i quali, senza che a loro sia contraffatto, e voi e i vostri figliuoli godrete, come vuol la ragione; e, se sarà necessario il confermarli di nuovo, li confermeremo, e appresso comanderemo che vostro figliuolo sia messo in possesso di tutto ciò: che noi in maggior cosa che questa non è, desideriamo onorarvi e favorirvi: e siate certo che dei vostri figliuoli e fratelli noi avremo quella cura che la ragion ricerca: il che si farà, andato che sarete voi alla buon'ora; perché sarà dato il carico a vostro figliuolo, come si è detto. Vi preghiamo dunque che alla vostra partenza voi non diate dilazione.


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Historie del S.D. Fernando Colombo
(Vita di Cristoforo Colombo)
di Fernando Colombo
pagine 337

   





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