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      E così, aspettando bonaccia calma, acciò che il mare non rompesse né battesse la bocca del fiume, uscimmo con detti navigli, mandate le barche avanti: ancorché niuno uscisse così netto che non strascinasse la colomba per terra, la quale, se non era l'arena mobile, quantunque fosse stata bonaccia, ciascuno avrebbe pericolato. Ciò fatto, subito con gran prestezza tirammo dentro le cose che avevamo gettate fuori affinché i navigli fossero più leggeri al tempo dell'uscita. E così, aspettando noi, sorti nella costa larga, una lega lontani dalla bocca del fiume, il tempo per la partenza, miracolosamente a Dio piacque che nascesse cagione per la quale si mandasse la barca della nave capitana in terra, così per acqua, come per provvedere d'altre cose necessarie, acciò che con la perdita di lei coloro ch'erano in terra e coloro che erano in mare si salvassero. E fu tale il caso.
      Come gl'Indiani e il Quibio videro che le navi erano fuori, né potevano dar soccorso a quelli ch'erano restati, nello stesso punto che giunse la barca in terra assalirono la popolazione dei Cristiani, e non essendo essi per la foltezza del bosco scoperti, come furono 10 passi lontani dalle case dei nostri, li assalirono con molte grida, tirando lancie a quelli che vedevano, e alle medesime case, le quali, essendo coperte di foglie di palme, erano da loro passate facilmente dall'un lato all'altro, e talora ferivano alcuni di coloro che dentro v'erano. Così adunque avendo colti i nostri sprovvedutamente e fuor d'ogni loro aspettazione, avanti che potessero mettersi in ordine per resister loro ne ferirono quattro o cinque.


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Historie del S.D. Fernando Colombo
(Vita di Cristoforo Colombo)
di Fernando Colombo
pagine 337

   





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