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      .. Basta, entra Tonio. Il genovese, mezzo morto dallo spavento, si caccia, in camicia com'era, sotto il letto. Tonio, freddo, lo tira fuori per un braccio - tu sai se è forte quel diavolo! - lo mette a sedere sopra una sedia davanti al tavolino, e cava di tasca una cambiale e un coltellaccio. L'altro tremava come una foglia. Gli dice: - Niente paura, caro lei! Ha violato il mio domicilio coniugale; lo potrei scannare come un coniglio, che non lo pagherei un soldo: se vuole uscire vivo di qui, da bravo, mi firmi questa cambiale. - Il poveraccio firmò diecimila lire! -
      - Che brigante, però! - disse Leona.
      - Brigante quanto tu vuoi: ora se ne stanno a Milano, e fanno i signori.
      - E di David ne sai nulla? - domandò curiosamente Leona.
      - Ah! ah! - fece l'altra ridendo maliziosamente - volevo dire io che non mi domandavi di David. Di' la verità: tu hai sempre avuto un debole per quello lì...
      - Ma sei matta! sta zitta! - mormorò Leona volgendo rapidamente un'occhiata su Paolo, che era diventato livido.
      - Bel giovane, veh! oh, per quello! Ho del gusto, io. David? Quando si sciolse la compagnia entrò come primo cocchiere in casa di una vecchia russa, la contessa Libumiski, Labrumiski, so nulla io? che, dice, i cocchieri giovani li tiene in palma di mano.
      A questo punto, Paolo si levò e, senza dire una parola, uscì dalla stanza. Leona mosse incontro all'amica, i pugni alzati, bianca dalla collera, e le disse stringendo i denti in uno di quei suoi scatti terribili:
      - Va via! va via! o ti rompo il grugno!


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L'innamorata
di Contessa Lara
Giannotta Catania
1901 pagine 167

   





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