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      Capirai che la mia vita non è tutta rose, oh no davvero! Settantaduemila lire di debiti, caro amico! E non so più come fare a tirare avanti. Vedi bene che davanti a una situazione come questa, non c'è vanità che tenga.
      - Ma tu l'ami o non l'ami, colei?
      - Amarla? o no, francamente! Circa otto mesi di intimità, di intimità di tutti i giorni, di tutte le ore! Ti garantisco che non c'è amore che resista a una prova simile.
      - E allora che cosa pensi di fare?
      - Io? nulla. Mi lascio vivere, aspettando che il caso mi levi dall'impiccio.
      Gabriele Caligaris ascoltava guardando per terra davanti a sé, non smettendo quel suo sorriso di allegra ironia. Quando Paolo ebbe finito, gli disse:
      - Vedrai che il caso avrà più giudizio di te.
      Erano giunti al Gesù, davanti l'alto portone del palazzo Castelbuono. Il Caligaris entrò e consegnò un suo biglietto al portinaio. Poi raggiunse l'amico, e ritornarono insieme verso Toledo. Tacevano entrambi: arrivati davanti il negozio di Caflisch, il Caligaris invitò Paolo:
      - Vieni a pigliare qualcosa.
      Entrarono. Paolo mangiò due o tre paste, e bevve un cognac; Gabriele si fece servire un assenzio. Quando uscirono sulla via. Gabriele disse con indifferenza:
      - Te lo farò io il servizio.
      - Che servizio?
      - Il servizio di dire a Leona la tua situazione, e come dipenda da lei che tu esca da ogni imbarazzo.
      - E lei cosa credi che faccia?
      - Non so; ma voglio tentare.
      Paolo si mise a riflettere: provava, a quella promessa, un sollievo che non voleva confessare a se stesso. Dopo alcuni istanti, riprese:


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L'innamorata
di Contessa Lara
Giannotta Catania
1901 pagine 167

   





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