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      Il popolo minuto, dimentico di tutto il passato che era ancora così prossimo, andò a veder l'arrivo dei tedeschi. I codini, tutti gongolanti, si buttavano al collo a quei croati per abbracciarli; ed essi che non capivano, tiravano loro col fucile calciate nello stomaco da farli sputar sangue. - E feciano bene!... - come diceva il presidente Del Greco.
      Il venerando marchese Gino Capponi, che in quel giorno, e a quell'ora, usciva dall'adunanza della Società Colombaria in Via de' Bardi, e che udì il suono de' tamburi de' soldati austriaci passare di sul Ponte Vecchio, ringraziò Dio di averlo reso cieco per non vederli!
      I reggimenti bivaccarono sulle piazze; e fatti i fasci dei fucili cossero il rancio, mentre la gente stava d'intorno a guardarli. Per la città era tutt'un correre d'ufficiali a cavallo che andavano alle caserme, al Comando di piazza per combinare il cambio ai luoghi di guardia. Verso sera furon fatti i cambi con la Guardia civica che cedé il posto. La sera tutti gli ufficiali austriaci stavan sul caffè Doney e la Beppa fioraia dispensava loro i fiori, che gradivano molto, e le davan la mancia che essa gradiva anche più. Da quel momento, la Beppa diventò la donna più codina di Firenze.
      Infinite furono le angherie, i soprusi e gli scherni di quelle milizie semibarbare.
      Bastava un'occhiata a traverso per esser presi e bastonati in fortezza, o nella caserma più prossima. Per citare qualcuno dei primi fatti accaduti, un certo Nutini, giovane di 18 anni, s'incontrò in un ufficiale mentre sputava; per disgrazia gli sputò addosso.


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Firenze vecchia.
Storia cronaca anedottica costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 714

   





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