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      Quanto agli ioni positivi viaggianti verso il catodo, e che vanno acquistando una notevole velocità, essi finiranno col cadervi sopra, generando forse con ciò nuovi elettroni strappati al metallo; e se il catodo è forato potranno anche passare al di là, costituendo i cosiddetti raggi canali, i quali appunto, come si è dimostrato con la loro deviabilità magnetica ed elettrica (che è inversa e più piccola di quella dei raggi catodici), risultano da particelle aventi all’incirca la massa degli atomi materiali, e una carica positiva; sono cioè atomi materiali che han perduto un elettrone.
      Quanto ai raggi catodici, essi continuano a propagarsi nel tubo anche dopo oltrepassato l’anodo, cioè anche dove il campo elettrico non esiste più, in virtù della velocità enorme acquistata; così come fa un proiettile dopo che abbandona la canna del fucile entro la quale ha subito l’azione acceleratrice. Se la rarefazione è molto grande, e gli elettroni non incontrano molte molecole nel loro cammino, si potranno propagare anche a grande distanza, possono traversare sottili lamine di metallo e passare in un secondo tubo, costituendo i raggi di Lenard, che hanno com’è naturale le stesse proprietà dei raggi catodici, pur essendo un po’ meno veloci; e possono infine, come riuscì appunto al Lenard, uscire dalla lamina di metallo addirittura nell’aria libera, ove però sono rapidamente arrestati dalle molecole d’aria molto fitte, provocando una intensa ionizzazione di queste, e altre azioni interessanti, come l’impressione delle lastre fotografiche ecc.


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Nozioni di Fisica per le scuole secondarie
Volume 2. Calore - Ottica - Elettrostatica e Magnetismo - Corrente elettrica - Elettrotecnica
di Orso Mario Corbino
Sandron
pagine 345

   





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