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      Respiro tre o quattro volte a pieni polmoni, mi pare di rivivere, la mia guida cortese mi domanda:
      - Che le pare?
      - Non lo avrei creduto, se quanto vidi me lo avesse narrato chiunque, fosse pure la persona più rispettabile del mondo. Che lezzo, che schifo, che sudiciume!
      - Ebbene, pensi che queste locande erano assai peggiori negli anni andati.
      - È impossibile imaginarsi di peggio. Anzi, ripensandoci, mi pare d'aver detto una ridicolaggine marchiana, quando manifestai l'idea di passare la notte in una di codeste locande, nel caso non avessi potuto trovare altro mezzo per poterla visitare.
      - Creda che questa poveraglia sta di gran lunga meglio in prigione.
      - Questo è appunto ciò che mi riserbo di vedere.
      Hœc olim... otto anni or sono. Vediamo ora alcune delle locande più famose oggi esistenti.
      Siccome tutto muta in questo maledetto mondo sublunare dovevano quindi mutare anche le locande di Milano.
      Ed invero di qualche poco hanno mutato.
      Le mie notizie sono recentissime. Eccone la data: 27 e 29 giugno 1882.
      Nè le mie notizie potranno essere da alcuno smentite.
      Quanto narro, io stesso ho potuto vedere, grazie alla cortesia delle autorità di pubblica sicurezza.
      I 96 locandieri del 1874 hanno disseminato degli allievi ed oggi 153 sono gli affittaletti con licenza debitamente iscritti sui registri della questura.
      La locanda mantiene abbondantemente molti insetti parassiti, pulci, cimici, pidocchi, blatte, e.... i locandieri.
      Questi sono miserabili che trovano modo di vivere della miseria altrui.
      Non descriverò locanda per locanda, perchè mi vincerebbe lo schifo; non citerò i nomi degli affittaletti e i numeri delle loro locande, perchè mi parrebbe di commettere una mala azione, le mie accuse saranno generiche, ma perchè vere, dovranno indurre l'autorità a prendere in proposito qualche provvedimento.


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Milano in ombra.
Abissi plebei
di Lodovico Corio
Civelli Milano
1885 pagine 124

   





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