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      Sarebbe cosa degna d'una savia amministrazione preparare fin d'ora i mezzi idonei a prevenire questa possibilità pericolosa.
      Il compito è difficile, senza dubbio, ma perchè non affrontarlo con coraggio, e lasciar sussistere in Parigi, senza fare alcun sforzo per distruggerli, tanti focolari d'infezione, che abbassano al livello degli animali i più immondi, gl'infelici abituati a cercarvi un rifugio per la notte?
      Sebbene le abitazioni, delle quali stiamo occupandoci, non offrano tutte egualmente argomento di censura e di biasimo, tuttavia le une peccano per l'agglomerazione degli alloggiati, le altre per il genere del giaciglio, le altre infine per l'assenza d'ogni ventilazione e persino per mancanza assoluta d'aria.
      L'agglomerazione è l'inconveniente che domina in tutte le locande dell'infima classe e rende più grave il triste risultato degli altri inconvenienti, ai quali esse vanno soggette.
      I venticinque o trentamila operai costruttori, che affluiscono a Parigi ogni anno da alcuni dipartimenti determinati, si raccolgono in camerate e vi si ricoverano a dormire per tutte le notti della stagione di lavoro.
      Molte di queste camerate, nelle quali allogiano i manovali e i muratori, sono tenute da persone del paese nativo di questi e i padroni di tali locande ve li attraggono colla loro probità riconosciuta e per le sollecitudini che hanno o mostrano di avere per i loro affittuali.
      Queste camerate abbondano principalmente nei quartieri dell'Hôtel de Ville pei muratori e nel Faubourg Saint-Martin pei legnaiuoli.


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Milano in ombra.
Abissi plebei
di Lodovico Corio
Civelli Milano
1885 pagine 124

   





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