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      I Krumiri hanno gridato ad una voce: Dove andremo noi? Ecco il problema.
     
      Pericoloso confine(3)
     
      In un libro di J. Dauby, intorno agli operai ed alla loro condizione, sono trattate maestrevolmente moltissime questioni risguardanti le classi popolari. È scritto da un operaio, il quale col suo bell'ingegno e col suo retto giudizio, potè giungere ad un grado sociale assai elevato. Si può dissentire da lui nella soluzione di certi problemi, ma, là dove ei non afferma che fatti, non si può far a meno di ammirare la sua perspicacia e il suo spirito di osservazione.
      Il Dauby tratta la causa degli operai con quella chiarezza di vedute, che solo può dare una lunga esperienza e una profonda conoscenza dell'argomento, dimostra tutte le difficoltà, che fanno impedimento a chi vuol risolvere in astratto la questione sugli operai, dei quali vi ha una grandissima parte, che toccano quasi dappresso la feccia plebea, e per certi rispetti con questa si confondono.
      Ecco quant'egli dice su questo proposito:
      ... Osservate la faccia sparuta di quel l'uomo cencioso e dietrogli la moglie e i figli non meno pallidi e laceri di lui. Vive stentatamente e a stento guadagna di che campare, sebbene egli dedichi al lavoro sè stesso e la famiglia, il calore e la forza dei loro corpi.
      Quest'infelice vi fa orrore e vi stringe il cuore al vederlo un momento passare per la via o vi farebbe assai più raccapricciare, se lo vedeste con tutti i suoi dove si coricano tutti insieme alla rinfusa sopra il canile della lorostamberga oscura, umida, sprovvista di tutto.


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Milano in ombra.
Abissi plebei
di Lodovico Corio
Civelli Milano
1885 pagine 124

   





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