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      A che serve rammemorare la patria? La miseria fa strazio della loro anima e la strema di forze. Che importa loro della patria? Il dolore non lascia luogo ad altre sensazioni. V'hanno pure operai che, tranne il meccanismo proprio della fabbrica dove stanno a lavorare, non conoscono nulla o quasi nulla di tutte le grandi scoperte che si attengono all'industria e fanno l'onore e la ricchezza del nostro secolo. Se inventaste cento volte a pochi passi da loro vie ferrate e telegrafi elettrici, vi darebbero sbadatamente un'occhiata e senza cupidigia, trattandosi di cosa che non fa per loro. Tutte queste opere meravigliose non riforniscono di carbone il loro focolare vuoto appunto nella stagione che pių lo richiede, nč di pane la mensa che talvolta č deserta in quella appunto che pių sentono lo stimolo della fame.
      Freddo similmente il loro sguardo all'apparire del giorno o al tramontare, e, se potessero, direbbero certamente col poeta:
     
      Che fa a me il sol? Dal tempo nulla attendo.
     
      Cresce il terrore se vi fate a cercar il numero degli abitanti di questi quartieri. Vi converrā ammettere che sono a centinaia, a migliaia, gli uomini, le donne, i fanciulli, prossimo vostro s'intende, i quali menano cotal vita, ed č la vita di tutti i giorni. Neri pensieri v'entrano in capo, quando voi considerate da questo lato la questione sugli operai. Appresso vi sfugge dal labbro la dolorosa esclamazione: Povera gente! - Sė, povera gente, poveri operai! lo stato vostro fa ben parer giusti gli sforzi, che fanno tanti cuori generosi per cangiarlo in meglio.


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Milano in ombra.
Abissi plebei
di Lodovico Corio
Civelli Milano
1885 pagine 124

   





Povera