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      Non deciderò neanche se essi, nello stabilire le proporzioni de' vari toni, sieno stati sempre esatti. Ma chi mai può pretendere che lo sieno? Quello che vi è di male in alcuni di essi, è che disprezzano troppo il giudizio de' sensi in una cosa che tutta dai sensi dipende: la filosofia, tu in questo dici il vero, non consiste giá nel veder ciò che debba o non debba piacere, ma bensí in render ragione di ciò che piace e non piace. Ma neanche han ragione coloro che tutto ai sensi vogliono dare e nulla alla ragione, perché in tutto ciò che piace deve esistere una cagion di piacere.
      Vuoi tu conoscer a fondo tutte le quistioni che s'agitano tra i pittagorici ed i seguaci dell'antica musica? Leggi il libro di Archita sulla musica, o pure quello di Filolao. Vedrai come il primo ha distinti i tre generi diatonico, cromatico ed enarmonico; come quel tono, che gli antichi dividevano in quattro parti, egli ha diviso in dieci, ed ha divisa in centoventi parti quella corda, che gli altri dividevano in quarantotto; come i pittagorici han disgiunti i due tetracordi, che prima eran congiunti, ecc. ecc.(425). Vedrai come Filolao divide il tono in tre parti, delle quali chiama "semitoni minori" le due prime, e "comma" la terza; e poi suddivide ciascun semitono in tre diaschismi, e ciascuna comma in due; e come poi forma il semitono maggiore, unendo un semitono minore ed una comma...(426). Conoscerai quella semplice divisione che prima si seguiva, e per cui la corda fondamentale si reputava divisa in quarantotto parti eguali, delle quali ventiquattro formavan l'ottava; e queste ventiquattro parti formavano altri sei toni interi, che tutto riempivano l'intervallo dell'ottava; divisione che i pittagorici hanno resa piú difficile, facendo i toni ineguali tra loro, ed ineguali le parti minori de' toni(427). Tutte queste cose vedrai tu stesso, quando avrai volontá ed ozio.


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Platone in Italia
di Vincenzo Cuoco
Laterza Bari
1928 pagine 772

   





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