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      E così l'inferma fantasia dell'uomo, si foggia a sua posta le cose invisibili: e immaginando il paradiso ora come un coro monastico127, ora come una corte bandita, segue sempre, e quasi inconsapevole, preoccupazioni variabili e momentanee.
      Nel poemetto di Baldovino abbiamo visto i laici, i poeti, che acquistano il loro seggio nel paradiso: ma ben presto vorranno entrarvi anche genti di più basso stato, preludendo ai maggiori avanzamenti e alle definitive conquiste della plebe nell'ordine politico. Nel favolello du Vilain qui gagna Paradis en plaidant128, costui si pone a disputare con s. Pietro che vuol negargli accesso129, e gli dimostra che il paradiso è fatto anche per gli umili e pei poveri, quando sieno uomini da bene e leali, come non fu certo l'apostolo che tre volte rinnegò il maestro. In aiuto di s. Pietro vien s. Tommaso, irato contro il villano, il quale, di rimando, lo rimprovera della sua poca fede, quando ebbe bisogno, per credere, di toccare la piaga del costato. A questi succede s. Paolo, e anche a lui è ricordato che perseguitò i primi credenti, e fece lapidare s. Stefano. Il villano allora si prostra innanzi a Dio; e poichè non lo rinnegò mai, e fu largo ai poveri, e obbediente ai precetti di santa Chiesa, dimanda di non essere scacciato; e il Signore benevolo gliel concede130.
      Dalle descrizioni del cielo, passiamo ai pellegrinaggi nell'inferno, e prima diciamo del Songe d'Enfer di Raoul d'Houdan131. Il viaggio comincia colle solite personificazioni di enti astratti: il poeta alloggia successivamente presso Cupidigia nel paese di Slealtà, presso Invidia che ha per compagne e cugine Frode, Rapina e Avarizia, indi presso Ubriachezza che ha seco un figlio nato in Inghilterra, e presso Ladroneccio che ha molti amici in Parigi, specialmente fra i tavernieri, indicati per nome dall'autore.


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I precursori di Dante
di Alessandro D'Ancona
Arnaldo Forni
1874 pagine 50

   





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