Pagina (36/41)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Solo chi deve intensificare e proteggere questi interessi di classe, dà un valore «politico» al concetto di patria.
      Infatti per i capitalisti, per coloro che vogliono comandare, per tutti quelli che adorano il culto della violenza e della sopraffazione vi è sempre pronto, per coprire le loro imprese tiranniche e sfruttatrici, un cencio di bandiera sventolante sull'altare della «patria» per servire da sipario a tutte le bassezze, a tutte le volgarità, a tutte le infamie della classe o della casta dominante!
      Noi anarchici neghiamo ogni patria separabile e divisibile.
      E il sentimento che di essa noi abbiamo è il più legittimo: ed è il più naturale: ed essendo fomite di cordiali e continue relazioni fra i popoli, o di rivolgimenti tendenti a scopi di benessere e di libertà, dà luogo a quel grandioso sentimento di universalità e di grandezza che costituisce l'unico mezzo perchè sulle patrie molteplici, sia un giorno costituita una sola ed immensa: quella di tutta, di tutta l'umanità!
     
     
      II
     
      E che dirvi sulla menzogna religiosa?
      Non si tratta qui di indagare nella coscienza personale di ciascuno di voi, per portare nell'animo di chi sia per caso «credente» l'irriverenza d'una bestemmia. Non si tratta nemmeno di stabilire che gli uomini, per essere liberi, debbano pensare tutti alla stessa maniera... su quello che è il mistero della nostra origine e della nostra fine. Non si tratta nemmeno di abbattere gli altari a Dio, per costruirne dei nuovi alla scienza, dogmatizzando questa o quella teoria scientifica.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Chi siamo e cosa vogliamo
Patria e religione
di Virgilia D'Andrea
1957 pagine 41

   





Dio