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      Fielding di cattivo criterio, allorchè studiasi in una sua novella di fare un complimento al sig. Garrick, introducendo un uomo ignorante, che prende la rappresentazione d'una scena dell'Amleto per un fatto reale; ed è d'avviso, che essendo quegli un igno[39]rante, dovesse esser appunto meno suscettibile d'un tale inganno.
      P. Questa è una quistione metafisica, ed esige maggior attenzione di quella che vi ha prestato Reynolds. - Voi accorderete che noi siamo perfettamente ingannati ne' nostri sogni; e che anche nelle nostre estasi in tempo di veglia, siamo bene spesso così assorti nella contemplazione di quanto passa nella nostra immaginazione, che per alcun istante non poniam mente al progresso del tempo od al luogo in cui ci troviamo; e, così proviamo un genere d'illusione simile a quello de' nostri sogni: cioè crediamo d'aver presenti agli occhi cose, che non ci sono per niun conto.
      Sonovi due circostanze, le quali contribuiscono a questa completa illusione ne' nostri sogni. La prima si è, che, durante il sonno, gli organi del senso sono chiusi ossia inerti, e quindi la serie delle idee associate nella nostra immaginazione non sono interrotte o separate dalle irritazioni d'oggetti esterni, e non possono perciò essere la opposizione colle nostre sensazioni. Per lo che, sebbene ne' nostri sogni siamo affetti da passioni diverse, come da iracondia, da amore, da gioja, pure non proviamo mai alcuna sorpresa; imperocchè la sorpresa è solamente prodotta quando alcune esterne irritazioni hanno luogo improvvisamente, e rompono il corso e la serie [40] delle nostre idee.


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Gli amori delle piante
di Erasmus Darwin
Pirotta e Maspero Milano
1805 pagine 266

   





Amleto Reynolds