Pagina (80/266)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Imperocchè per pena accompagnata dalla pietà non debbonsi intendere due sentimenti separati, ma, per servirmi del linguaggio di Mendelssohn, devesi intendere un sentimento misto; sentimento tale, secondo l'opinione del suddetto autore, che ha la particolar qualità d'imprimersi più profondamente nell'anima e di conservarvisi assai più lungamente di quel che faccia la voluttà pura; di modo che, quantunque i sentimenti misti, riguardo al diletto, sieno d'ordinario inferiori alla voluttà pura, tuttavia la loro maggiore penetrazione e durata li rende soavissimi all'uman cuore, ed in alcuna circostanza alla voluttà pura preferibili. E che tale fosse l'opinione di Darwin, parmi di poterlo dimostrare col farvi riflettere, che egli ha distinto il tragico (da cui io non veggo scaturire che piacere) dall'orrido, il quale non consistendo in altro che nella pena accompagnata dal disgu[108]sto, che è quanto dire, essendo un sentimento composto disaggradevole, non può assolutamente che cagionar dispiacere. Dal che risulta, che l'Orrido, anzichè essere confondibile col Tragico, devesi riguardare come il massimo difetto da schivarsi da un abile artista, siccome quello che produce sull'animo effetti opposti a quelli del Tragico, cui abbiam veduto essere sempre piacevoli.
      Ritornando ora a far parola delle varie sorgenti di piacere, che derivano dalla tragedia, dico, che subito dopo il piacere causato dall'attual esercizio della pietà, debbesi rammentare quello, che si trae dal contemplare uno de' più nobili oggetti della natura, com'è quello della virtù trionfante, della sofferenza dell'uomo alla virtù consacrato, della giustizia che sta per punire lo scellerato ec. siccome fu già accennato nell'intermedio di Darwin.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli amori delle piante
di Erasmus Darwin
Pirotta e Maspero Milano
1805 pagine 266

   





Mendelssohn Darwin Orrido Tragico Tragico Darwin