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      M. Broussonet nelle memorie dell'Accad. delle Scienze, per l'anno 1784, dopo aver descritto il movimento della dionæa, aggiunge, che una simile apparenza è stata osservata nelle foglie di due specie di drosera.
     
      ivi v. 393. LONICERA. (lonicera caprifolium L.) Caprifoglio, o madroselva. Cinque maschi, una femmina. La natura ha in molti fiori usato un maraviglioso apparato per garantire il nettario dagli insetti. Nel caprifoglio il petalo termina in un lungo tubo, simile ad un cornucopia, ed il mele viene, fabbricato nel di lui fondo. Nell'aconito, i nettarj stanno ritti in su, a guisa di due corni coperti d'un cappuccio carico d'una materia così acre che nessun insetto s'arrischia di penetrarvi. Nell'elleboro, i vari nettarj sono collocati in cerchio come altrettante piccole brocche, lo che accresce d'assai la bellezza del fiore. La colombina, o aquilegia, ha un nettario simile al collo ed al corpo d'un uccello, ed i due petali collocati a fianco rappresentano le ali: [219] quindi il nome di colombina, come se rassomigliasse al nido di piccioni dibattenti le ali al momento che la loro madre porge loro l'imbeccata.
      Molti insetti sono provveduti d'una lunga e pieghevole proboscide, ad oggetto di predare il mele, cibo a loro gratissimo; tali sono le tignuole, le farfalle, una varietà di api ec. Ma la sphinx convolvuli, è in questo clima fornita d'una proboscide molto rimarchevole. Ella la porta ordinariamente ripiegata su in cerchj concentrici sopra il suo mento, ed all'occasione la svolge e la protende alla lunghezza in circa di tre dita.


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Gli amori delle piante
di Erasmus Darwin
Pirotta e Maspero Milano
1805 pagine 266

   





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