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      L'autore collocò la scena del poema presso a un giardino botanico a un miglio da Lichfield, dove sono i bagni freddi fatti costruire da Sir John Floyer, che ha lasciato di sè onorevole memoria scrivendo intorno all'asma. Il Primo Canto comincia da una invocazione che fa il Genio del luogo alla Dea che presiede alla Botanica, affinchè onori il canto colla sua presenza. La Dea scende dal Cielo, e le vanno incontro la Primavera e gli Elementi. Sono descritti il caos, la rivoluzione dei pianeti, la nascita della luce, l'arco baleno, i fiori lucenti, gl'insetti anch'essi lucenti, l'anguilla elettrica, ecc.
      Il Canto Secondo incomincia da una invocazione ai Gnomi. Il poeta suppone che la terra sia stata prodotta da una esplosione di un vulcano del sole, descrive l'atmosfera, l'oceano e il zodiaco. Di poi tratta delle isole primitive, del paradiso terrestre, ossia della età dell'oro, dice dei grandi terremoti, che devono essersi fatti sentire nella infanzia del mondo, ragiona dei continenti che uscirono dal seno delle acque, ecc.
      Il Terzo Canto, che è l'ultimo, comincia da una invocazione alle Ninfe, a cui segue la teoria della pioggia e delle maree. Da ciò prende occasione di parlare degli animali marini, e quindi dei fiumi e delle fontane bollenti che trovansi nelle terre glaciali, e di varie acque minerali, come sono quelle di Buxton ecc.
      Pochi versi mi trovo avere di questa prima parte, già da me tradotti e li soggiungo. Come l'autore suppone la terra essere stata lanciata dal sole per la forza di una esplosione, così la luna dalla terra.


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Dell'istinto
di Erasmus Darwin
Edoardo Perino Roma
1885 pagine 91

   





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