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      Questa specie s’incontra rarissimamente nelle pianure che costeggiano il Rio Negro; ma un grado e mezzo circa più al sud sono discretamente abbondanti. Quando il signor Martens si trovava a Porto Desiderio nella Patagonia (lat. 48°), uccise con una fucilata uno struzzo; ed io osservandolo dimenticai in quel momento nel modo più sconsiderato, tutta la storia del Petise, e credetti che fosse un uccello della specie comune non ancora adulto. Venne cucinato e mangiato prima che mi fosse ritornata la memoria. Fortunatamente il capo, il collo, le zampe, le ali, molte delle piume più grandi ed una gran parte della pelle erano state conservate; e da queste parti venne messo insieme un esemplare quasi perfetto, che si vede nel Museo della Società zoologica di Londra. Il signor Gould descrivendo questa nuova specie mi ha fatto l’onore di darle il mio nome.
      Fra gl’Indiani Patagoni dello stretto di Magellano, trovammo un meticcio indiano, che aveva vissuto alcuni anni nella tribù, ma che era nato nelle provincie settentrionali. Gli domandai se non avesse mai sentito parlare dell’Avestruz Petise. Mi rispose dicendo non esservi altro in quelle contrade meridionali. Mi disse inoltre che il numero delle uova trovate nei nidi delle Petise è notevolmente minore di quello dell’altra specie, cioè non più di quindici in media, ma soggiunse che erano deposte da varie femmine. A Santa Cruz vedemmo parecchi di questi uccelli. Essi sono sommamente cauti; credo che essi possano vedere una persona prima che questa li distingua.


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Diario di un naturalista giramondo
di Charles Darwin
pagine 739

   





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