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      Egli con uno sguardo tutto meravigliato, esclamò: «Ah! Don Carlos, que cosa!». Evidentemente quell’idea non gli era passata mai per la testa. I Gauchos sono conosciutissimi per essere eccellenti cavalieri. L’idea di cader da cavallo, qualunque cosa faccia quest’ultimo, non passa mai loro per la mente. Secondo la loro opinione un buon cavaliere è un uomo che sa domare un puledro selvaggio, o che, quando il cavallo cade, scende di sella sui proprii piedi, o sa compiere altre cosifatte gesta. Ho sentito parlare di un uomo che scommetteva di gettar giù il suo cavallo venti volte ed egli rimaner ritto diciannove. Mi ricordo di aver veduto un Gaucho che cavalcava un cavallo molto restìo, il quale per tre volte di seguito si rizzò tanto alto da cadere violentemente all’indietro. L’uomo cavalcava con meravigliosa freddezza e spiava il momento acconcio per scender giù, non un momento prima, nè uno dopo del tempo giusto; ed appena il cavallo era di nuovo in piedi, l’uomo gli balzava sul dorso, ed alla fine partirono di galoppo. Il Gaucho non sembra mai esercitare nessuna forza muscolare. Un giorno io stava osservando un buon cavaliere, mentre galoppavamo rapidamente, e pensava fra me «certo se il cavallo fa un salto, tu che sembri così non curante sulla tua sella devi cadere». In quel momento uno struzzo maschio sbucò fuori proprio sotto il naso del cavallo; il giovane puledro spiccò un salto da parte come un cervo; ma tutto quello che si sarebbe potuto dire dell’uomo era che egli si era scosso e spaventato col suo cavallo.


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Diario di un naturalista giramondo
di Charles Darwin
pagine 739

   





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