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      Aprile 27. – Partii per un viaggio a Coquimbo e quindi per Guasco a Copiapò, ove il capitano Fitz Roy gentilmente mi offerse di riprendermi nella Beagle. La distanza in linea retta lungo la sponda settentrionale è soltanto di 420 miglia; ma il mio modo di viaggiare la allungava di molto. Comperai quattro cavalli e due mule, le ultime per portare alternativamente i bagagli. I sei animali non costarono tutti insieme che 525 franchi, ed a Copiapò li vendetti di nuovo per 475 franchi. Viaggiammo nello stesso modo indipendente di prima, cucinando i nostri pasti, e dormendo all’aria aperta. Mentre si andava verso il Viño del Mar, diedi un’ultima occhiata a Valparaiso, e ne ammirai l’aspetto pittoresco. Per scopo di geologia feci una deviazione dalla strada maestra al piede del monte Campana di Quillola. Passammo in mezzo ad una regione alluviale ricca d’oro, fino al contorno di Limache, ove si passò la notte. La ricerca dell’oro somministra di che vivere agli abitanti di moltissime capanne sparse lungo le sponde di ogni ruscelletto; ma come quelli di cui il guadagno è incerto, essi sono molto prodighi e quindi poveri.
      Aprile 28. – Giungemmo nel pomeriggio ad una capanna al piede del monte Campana. Gli abitanti erano liberi proprietari, ciocchè non è molto insolito nel Chilì. Vivevano del prodotto di un giardino e di un campicello, ma erano poverissimi. Il capitale è qui così scarso, che la popolazione è obbligata a vendere il grano verde sul campo, onde comperare il necessario per l’anno venturo.


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Diario di un naturalista giramondo
di Charles Darwin
pagine 739

   





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