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      Le due altre piante microstili crescevano assieme ed erano piccole, perchè soffocate in parte da altre piante; non sorgevano molto vicine ad una qualsiasi pianta macrostile e diedero tuttavia assieme diciannove capsule. Questi fatti sembrano provare che le pian-te microstili sono più fertili delle macrostili, quando sono fe-condate dal proprio polline, e noi vedremo ben tosto come sia probabile essere veramente così. Io suppongo peraltro che la differenza di fertilità delle due forme sia parzialmente in que-sto caso la conseguenza di una causa diversa. Spezionai ripetu-tamente i fiori e vidi una volta un pecchione posarsi per un momento su uno di essi e poi volar via. Se le diverse piante fossero state visitate da insetti imenotteri, non si potrebbe du-bitare che le quattro piante macrostili, le quali non portarono alcuna capsula, ne avrebbero prodotto riccamente. Ma io vidi parecchie volte dei piccoli ditteri a succhiare i fiori, e quan-tunque questi insetti sieno ben lontani dal visitare i fiori con eguale regolarità come le api, essi porteranno tuttavia un poco di polline da una forma all’altra, specialmente se sorgono vici-ne l’una all’altra, e gli stimmi della pianta microstile, che di-vergono nell’interno della corolla, riceveranno con maggiore probabilità che gli stimmi eretti della pianta macrostile una piccola quantità di polline, quando ne venga loro portato dai piccoli insetti. Inoltre anche perchè il numero delle piante ma-crostili esistenti nel giardino era maggiore di quello delle ma-crostili, queste ultime avranno ricevuto con maggior probabi-lità polline dalle macrostili, di quello che le macrostili dalle microstili.


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Le diverse forme dei fiori in piante della stessa specie
di Charles Darwin
Utet
1877 pagine 388