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      Questi fiori cleistogami non differiscono molto nella loro struttura da quelli perfetti della medesima forma, ad eccezione dei loro pe-tali che sono ridotti a squamette minutissime ed appena visibi-li aderenti fortemente alle basi arrotondate degli stami brevi. I loro stimmi sono molto meno papillosi e più piccoli, - circa nel rapporto di 13 a 20 divisioni del micrometro, misurati tra-sversalmente da una punta all’altra - degli stimmi dei fiori per-fetti. Gli stili sono solcati nel senso della lunghezza e sono ri-vestiti di peli tanto semplici che glandulosi, ma soltanto nei fiori cleistogami prodotti dalle forme macrostile e mesostile. Le antere degli stami più lunghi sono un poco più piccole di quelle degli stami corrispondenti nei fiori perfetti, circa nella proporzione di 11 : 14. Esse deiscono regolarmente, ma sem-bra che non contengano molto polline. Molti granelli pollinici erano aderenti agli stimmi mediante brevi budelli e molti altri uniti ancora alle antere avevano disteso i loro budelli fino ad una distanza considerevole, senza essere ancora venuti in con-tatto cogli stimmi. È necessario prendere in esame piante vi-venti, poichè gli stimmi, almeno quelli della forma macrostile, si protendono al di là del calice e potrebbero venire fecondati col polline dei fiori perfetti se venissero visitati dagli insetti (ciò che è peraltro assai improbabile). Il fatto più singolare che si osserva nella presente specie è questo, che i fiori cleistogami macrostili vengono prodotti da piante macrostili e così pure i fiori cleistogami, mesostili e microstili dalle altre due forme, così che esistono tre categorie di fiori cleistogami e tre di fiori perfetti che vengono tutti prodotti da questa sola specie.


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Le diverse forme dei fiori in piante della stessa specie
di Charles Darwin
Utet
1877 pagine 388