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      Fig. 9. — Peristylus viridis.
      a. antera — s. stigma — n. ingresso nel nettario centrale —
      n’ n’. nettarii laterali — l. labelloLa spiegazione credo essere la seguente: la base del lungo labello forma una cavità abbastanza profonda davanti lo stigma, e in questa cavità, ma un po’ innanzi allo stigma, una minutissima fessura (n) conduce in un breve nettario bilobo. In conseguenza di ciò l’insetto che vuole succhiare il nettare di cui è ripieno il nettario, dovrà piegare all’ingiù il suo capo precisamente davanti allo stigma. Il labello ha una lista mediana, la quale probabilmente potrebbe far sì che l’insetto si posasse dapprima su uno dei lati; ma evidentemente per assicurare ciò, esistono oltre al vero nettario due punti (n’ n’) ai due lati della base del labello, i quali sono compresi da margini prominenti, e collocati precisamente dinanzi alle due borse e secernono gocciole di nettare. Immaginiamo che un insetto si posi su uno dei lati del labello per succhiare dapprima la goccia di nettare esposto all’aria che sta sullo stesso lato; in virtù della posizione della borsa che sta esattamente sopra la goccia di nettare, la massa pollinica di quel lato si fisserebbe certamente al suo capo. Se dopo ciò egli andasse presso l’ingresso del vero nettario, la massa pollinica aderente al suo capo, non avendo ancora eseguito il movimento di depressione, non toccherebbe lo stigma, e in tal modo si eviterebbe l’autofecondazione. L’insetto succhierebbe probabilmente dopo ciò la goccia libera di nettare esistente sull’altra porzione laterale del labello, e là potrebbe forse attaccarsi al suo capo ancora una massa pollinica.


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I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti
di Charles Darwin
Utet
1883 pagine 318