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      - Alcuni fiori appartenenti alle piante autofecondate del vaso IV (Tab. XIX) furono fecondati col loro proprio polline, e se ne ottennero così delle piante della ottava generazione autofecondata, destinate a servire da riproduttori nella seguente esperienza. Molti fiori di queste piante furono collocati in modo da essere spontaneamente fecondati (esclusi, ben inteso, gl'insetti) e le piante nate da questi semi formarono la nona generazione autofecondata: essa apparteneva intieramente alla grande varietà bianca, picchiettata di macchiuzze cremisi. - Altri fiori delle stesse piante della ottava generazione autofecondata furono incrociati col polline di un'altra pianta della stessa serie, in modo che le pianticelle, così ottenute, furono la discendenza di otto anteriori generazioni autofecondate, che avevano subìto un inter-incrociamento nell'ultima generazione; io le chiamerò le piante inter-crociate. Finalmente altri fiori della stessa pianta, della ottava generazione autofecondata, furono fecondati col polline preso da piante ottenute dalle sementi d'un giardino di Chelsea. Le piante Chelsea avevano fiori gialli macchiati di rosso, nel resto non differivano punto dalle precedenti. - Erano state coltivate in piena terra, mentre le mie erano cresciute in vasi nella serra, durante le otto ultime generazioni, ed in una differente terra vegetale. Le pianticine prodotte da questo incrociamento con un piede perfettamente diverso, saranno chiamate Chelsea-incrociate. I tre gruppi di semi così ottenuti, furono posti a germogliare nella sabbia, e quando tre od anche due soli semi germogliavano nel tempo stesso in ciascuno dei gruppi, i rampolli venivano piantati in vasi tramezzati superiormente in due o tre compartimenti, secondo il caso.


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Gli effetti della fecondazione incrociata
di Charles Darwin
Utet
1878 pagine 584

   





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