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      Esse furono sottomesse così ad una gara più mite che non avessero dovuto incontrare vegetando nei medesimi vasi. Quando furono da questi levate le loro foglie avevano da 0m,125 a 0m,20 in lunghezza; la foglia più lunga della miglior pianta delle due serie fu in ciascun vaso misurata, e risultò che le foglie delle piante incrociate superavano in media quelle delle autofecondate di 0m,010.
      La state seguente la più grande infiorescenza fu misurata in ciascuno dei vasi a completo sviluppo. V'erano 17 piante incrociate, ma una di esse non produsse alcuna infiorescenza. V'erano ancora, da principio, 17 piante autofecondate, ma così meschine, che nove morirono durante l'inverno e la primavera. Non ne restarono perciò altro che otto per le misurazioni, che sono esposte nella Tabella XXIII.
      L'altezza media delle infiorescenze, toccata da 16 piante incrociate, è qui di 1m,286, e quella di otto autofecondate di 0m,895, cioè come 100 sta a 70. Ma tale differenza in altezza non prova per niente la grande superiorità delle piante incrociate. Queste ultime produssero insieme 64 infiorescenze, avendo ciascuna pianta prodotto esattamente quattro branche fiorali, mentre che le otto piante autofecondate produssero soltanto quindici infiorescenze, di cui ciascuna diede in media 187 grappoli fiorali, ed ebbero un'apparenza meno florida. Noi possiamo esprimere tale risultato in un'altra maniera: il numero delle infiorescenze sulle piante incrociate stava a quello d'un numero eguale di piante autofecondate, come 100 sta a 48.


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Gli effetti della fecondazione incrociata
di Charles Darwin
Utet
1878 pagine 584

   





Tabella XXIII