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      I casi che io presi in considerazione, sono esposti nella seguente Tabella D, la quale contiene le piante di parentela incrociata ed autofecondata che furono lasciate in balìa della loro forza naturale di fecondazione, sia che gli insetti le incrociassero, sia che si autofecondassero.
      Bisogna pur notare che i risultati non dovrebbero considerarsi proprio come degni di fiducia, perocchè la fecondità d'una pianta è cosa variabilissima, che si modifica a seconda dell'età, della salute, della quantità d'acqua ricevuta e della temperatura che la circonda. Il numero delle capsule prodotte e la quantità dei loro semi, devono dedursi sopra molte incrociate od autofecondate di un'età stessa ed egualmente trattate in tutto e per tutto. E sotto questo punto di vista le mie esperienze devono esser degne di fede; tuttavia non potei contare un numero sufficiente di capsule che in qualche raro caso soltanto. La produttività d'una pianta dipende dal numero delle capsule prodotte e dal numero dei semi ch'esse racchiudono. Ma per molte ragioni e specialmente per mancanza di tempo, io fui obbligato spesso di limitarmi al numero delle capsule; tuttavia nei casi più interessanti contai o pesai anche il numero dei semi. Il numero medio dei semi per ogni capsula è un criterio più certo che il numero delle capsule per stabilire la fecondità. Quest'ultimo dipende spesso dall'altezza delle piante, e noi abbiamo veduto che le incrociate sono d'ordinario più alte e più pesanti delle autofecondate, ma tale differenza è rare volte sufficiente per determinare una influenza sul numero delle capsule.


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Gli effetti della fecondazione incrociata
di Charles Darwin
Utet
1878 pagine 584

   





Tabella D