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      Certamente nessun animale può esser capace di ammirare certe scene, come il cielo, la notte, un bel paesaggio od una musica lavorata; ma questi gusti elevati, che dipendono solo dalla coltura e da associazioni complesse, non sono assaporati dalle persone barbare od ineducate.
      Molte delle facoltà che sono state d’inestimabile aiuto all’uomo pel suo progressivo avanzamento, come le potenze dell’immaginazione, della meraviglia, della curiosità, un senso indefinito del bello, una tendenza all’imitazione, e l’amore dell’eccitamento o della novità, non possono a meno di aver prodotto i più capricciosi mutamenti di costumi e di mode. Ho voluto far cenno di questo, perchè uno scrittore recente ha stranamente insistito sul capriccio, "come una delle più notevoli differenze tipiche fra i selvaggi e i bruti". Ma non solo noi scorgiamo che l’uomo è capriccioso, ma che, siccome vedremo poi, anche gli animali sottostanti sono capricciosi nelle loro affezioni, nelle avversioni e nel senso del bello. Vi sono anche buone ragioni per sospettare che amino la novità per se stessa.
      Credenza in Dio - Religione. - Non vi è nessuna prova che l’uomo in origine sia stato fornito del nobile sentimento dell’esistenza di un Dio onnipotente. Al contrario vi è ampia evidenza, derivata non da viaggiatori di passaggio ma da uomini che hanno vissuto lungamente presso i selvaggi, che hanno esistito e che esistono ancora numerose razze di uomini che non hanno idea di una o di più divinità, e non hanno nella loro lingua vocaboli per esprimere quest’idea.


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830

   





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