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      Riguardo ai neri l’immunità, per quanto possa essere l’effetto dell’acclimamento, implica l’esposizione per un tempo prodigiosamente lungo; perchè gl’indigeni dell’America tropicale, che hanno dimorato colà da tempo immemorabile, non sono esenti dalla febbre gialla; ed il rev. B. Tristram afferma che vi sono certe regioni nell’Africa settentrionale cui ogni anno gli abitanti indigeni sono obbligati a lasciare, mentre i neri possono rimanervi senza danno.
      Che l’immunità del nero abbia in un grado qualunque relazione col colore della pelle, è soltanto una supposizione: può aver relazione con qualche differenza nel sangue, nel sistema nervoso od altri tessuti. Nondimeno dai fatti sopramenzionati, e da qualche connessione che sembra esistere fra il colorito e una tendenza alla consunzione non mi è sembrata improbabile questa congettura. Perciò ho cercato, ma con poca buona riuscita, di accertarmi fin dove poteva essere giusta. Il defunto dottor Danniell, che aveva dimorato lungo tempo sulla costa occidentale dell’Africa, mi disse che egli non credeva ad una cosiffatta relazione. Egli era straordinariamente biondo e bianco, ed aveva sopportato in modo meraviglioso quel clima. Quando da bambino era giunto colà, un vecchio capo nero pieno di esperienza gli aveva predetto, vedendolo, che non avrebbe sofferto nulla. Il dottor Nicholson, di Antigua, dopo di essersi occupato di questo argomento, mi scrisse che egli non credeva che gli Europei dalla pelle bruna sfuggissero meglio alla febbre gialla di quelli che erano di carnagione chiara.


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830

   





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