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      In molte specie i maschi sono molto più piccoli che non le femmine, per cui moltissimi maschi possono sfuggire dalla rete medesima colla quale si prendono le femmine. Il signor Carbonnier, il quale ha studiato particolarmente la storia naturale del luccio (Esox lucius), afferma che molti maschi, per la loro più piccola mole, vengono divorati dalle grosse femmine; ed egli crede che i maschi di quasi tutti i pesci sono esposti per la medesima causa ad un maggior pericolo che non le femmine. Nondimeno nei pochi casi in cui i numeri proporzionali sono stati attualmente osservati sembra che i maschi siano in grandissimo eccesso. Così il sig. R. Buist, sopraintendente degli sperimenti del Stormonfield, dice che nel 1815, sopra 70 salmoni presi dapprima onde ricavarne le uova, oltre 60 erano maschi. Nel 1867 nuovamente egli rimase "colpito dalla grande sproporzione dei maschi colle femmine. Noi avevamo sul principio almeno dieci maschi per ogni femmina". In seguito poterono ottenere un numero sufficiente di femmine per avere le uova. Egli aggiunge, "per la grande abbondanza di maschi questi erano sempre in lotta, e si dilaniavano fra loro nei luoghi ove si radunano per deporre le uova e fecondarle". Senza dubbio questa proporzione può essere attribuita in parte, e dubito molto al tutto, a ciò che i maschi risalgono i fiumi prima delle femmine. Il sig. F. Buckland osserva, per quello che riguarda la trota, che "è un fatto curioso che i maschi siano tanto superiori in numero alle femmine.


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830

   





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