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      Certo questi fatti sono notevoli. Come mai segue che tanti uccelli sono pronti per rimpiazzare un compagno? Gazze, ghiandaie, corvi, pernici ed alcuni altri uccelli, non si vedono mai in primavera soli, e questi offrono a prima vista i casi più dubbiosi. Ma uccelli dello stesso sesso, quantunque, come è naturale, non veramente appaiati, talvolta vivono in coppie o in branchetti, come si sa essere il caso pei piccioni e le pernici. Talora anche gli uccelli vivono tre insieme, come è stato osservato fra stornelli, corvi, passere e pernici. Nelle pernici si sa che due femmine vivono con un maschio, e due maschi con una femmina. In tutti questi casi è probabile che l’unione potrebbe venire agevolmente rotta. Si sono uditi certi maschi emettere occasionalmente il loro canto amoroso molto dopo il tempo solito, mostrando che hanno perduto la compagna o non hanno mai potuto conquistarne una. La morte per accidente o per malattia di un individuo della coppia deve lasciare l’altro uccello libero e solo; e vi è ragione per credere che gli uccelli femmine durante la stagione degli amori vanno specialmente soggette ad una morte prematura. Parimente gli uccelli cui è stato distrutto il nido, o coppie infeconde, o individui ritardatari, debbono indursi con facilità ad abbandonare i compagni, e debbono probabilmente esser lieti di partecipare il più possibile alle gioie ed ai doveri dell’allevamento dei piccoli, anche quando questi non sono loro propri. Questa sorte di contingenze spiegano probabilmente la maggior parte dei casi sopramenzionati.


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830