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      Infine è una conclusione molto più probabile questa, che i colori fortemente spiccati ed altri caratteri adornanti dei quadrupedi maschi siano loro utili nella loro rivalità con altri maschi, e siano stati in conseguenza acquistati mercè la scelta sessuale. La probabilità di questo modo di vedere acquista maggior forza da ciò che le differenze nel colore fra i sessi seguono quasi esclusivamente, come si può osservare rivedendo i precedenti particolari, in quei gruppi e sotto gruppi di mammiferi che presentano altri e distinti caratteri sessuali secondari; essendo questi del pari dovuti all’azione della scelta sessuale.
      Evidentemente i quadrupedi badano al colore. Sir Baker osservò ripetutamente che l’elefante africano ed il rinoceronte aggredivano con furia speciale i cavalli bianchi o grigi. Io ho dimostrato altrove che i cavalli semi selvatici sembravano preferire di accoppiarsi con quelli dello stesso colore, e che i branchi di daini di un colore differente, sebbene vivessero assieme, sono rimasti per un lungo tempo distinti. È un fatto più significante quello di una zebra femmina che non volle il corteggiamento di un asino maschio finchè non fu dipinto per modo da rassomigliare ad una zebra, ed allora, come fa notare Giovanni Hunter "lo accolse prontissimamente. In questo curioso fatto, noi abbiamo l’istinto eccitato dal solo colore, che ebbe un effetto tanto forte da prevalere sopra ogni altra cosa. Ma il maschio non richiese questa, essendo la femmina un animale in certo modo simile a lui stesso, e perciò sufficiente ad eccitarlo".


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830

   





Baker Giovanni Hunter