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      Pallas asserisce che in Siberia un mutamento di questa natura segue nel lupo, in due specie di mustele, nel cavallo domestico, nell’Equus hemionus, nella vacca domestica, in due specie di antilopi, nel mosco, nel roe, nell’alce e nella renna. Per esempio il roe ha un abito estivo rosso ed uno invernale grigio-bianco; e l’ultimo può forse servire come una protezione all’animale mentre va in giro nei boschetti senza foglie, spruzzati di neve e di ghiaccio. Se gli animali sopra menzionati andassero graduatamente estendendo la loro area di dimora in regioni perpetuamente coperte di neve, il loro pallido abito invernale diverrebbe, probabilmente mercè la scelta naturale, sempre man mano più bianco finchè diverrebbe bianco come la neve.
      Quantunque dobbiamo ammettere che molti quadrupedi hanno ricevuto le loro tinte attuali per scopo di protezione, tuttavia in un grandissimo numero di specie i colori sono troppo vistosi e troppo singolarmente disposti per lasciarci supporre che servano per questo scopo. Possiamo prendere come esempio certe antilopi; quando vediamo che la macchia bianca quadrata della gola, le macchie bianche delle cosce e le macchie rotonde sulle orecchie, sono tutte più distinte nel maschio della Portax picta che non nella femmina; - quando vediamo che i colori sono più vivaci, che le strette linee che stanno sul fianco e la larga fascia bianca della spalla sono più distinte nel maschio dell’Oreas derbyanus che non nella femmina; - quando vediamo una simile differenza fra i sessi del Tragelaphus scriptus curiosamente adorno - possiamo conchiudere che questi colori e le varie macchie sono almeno divenuti più intensi per opera della scelta sessuale.


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830

   





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