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      Un uomo della Cocincina "parlava con disprezzo della moglie dell’ambasciatore inglese perchè aveva i denti bianchi come quelli di un cane, e la tinta rosea come quella del fiore della patata". Abbiamo veduto che i Cinesi non amano la nostra pelle bianca, e che gli Americani del Nord ammirano "una tinta affumicata". Nel Sud America, gli Yuracaras, che abitano i pendii boscheggianti ed umidi delle Cordigliere orientali, hanno un colore sommamente pallido, come esprime il loro nome nella loro lingua; nondimeno considerano le donne europee come molto inferiori alle loro proprie.
      In varie tribù dell’America settentrionale i capelli divengono prodigiosamente lunghi, e Catlin riferisce una prova curiosa, del come sia ciò stimato, perchè il capo dei Crows fu eletto a quest’ufficio per avere i più lunghi capelli di qualunque uomo della tribù, cioè tre metri e quindici centimetri. Gli Aymaras ed i Quichaus del sud America, hanno pure capelli lunghissimi, e ciò, secondo quello che ho imparato dal signor Dottor Forbes, è tanto considerato come una grande bellezza, che tagliarli sarebbe il più gran castigo che si potrebbe infligger loro. Nelle due metà del continente gli indigeni talora aumentano l’apparente lunghezza dei loro capelli intrecciandoli con sostanze fibrose. Quantunque i capelli siano così apprezzati, i peli del volto sono considerati dagli Indiani del Nord America "come molto volgari" ed ogni pelo è strappato con cura. Questa pratica domina in tutto il continente americano dall’isola di Vancouver a settentrione fino alla terra del Fuoco al mezzogiorno.


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L'origine dell'uomo e la scelta in rapporto col sesso
di Charles Darwin
A. Barion
1926 pagine 830

   





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