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      Dei pezzi di cartone di circa mm. 11/2, quadrati od ovali, e press'a poco della stessa dimensione, si trovarono i più convenienti ed efficaci a questo scopo. Impiegammo in principio del solito cartone sottile, o quello dei biglietti da visita, o dei pezzi di vetro assai sottili, e diversi altri oggetti; ma più tardi ci servimmo soprattutto di carta di sabbia, poichè essa era quasi così solida del cartone sottile, e la sua superficie rugosa facilitava l'aderenza. Dapprima usammo l'acqua gommata assai densa; ma, secondo le circostanze, o non si seccava del tutto, o qualche volta, al contrario, pareva assorbisse il vapore acqueo, in guisa che il pezzo di cartone si trovava separato dalla radichetta da uno strato liquido. Se non aveva luogo tale assorbimento ed il cartone non veniva spostato, la sua azione era conveniente, e ne veniva l'incurvamento della radichetta verso la parte opposta. Devo aggiungere che l'acqua gommata, densa per se stessa, non produce alcuna azione. Nella maggior parte dei casi, i pezzi di cartone furono rivestiti di un'assai piccola quantità di gomma lacca sciolta nell'alcool, che lasciammo evaporare fino ad ispessimento; essa disseccava allora in pochi secondi e fissava assai bene i pezzi di cartone. Quando alcune goccie di gomma lacca erano collocate sulle estremità delle radichette, senza cartone, esse seccavano formando delle piccole perle, che agendo come tutti gli altri oggetti duri, determinavano l'incurvamento delle radichette verso la parte opposta.


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Il potere di movimento nelle piante
di Charles Darwin
Utet
1884 pagine 766