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      Asa Gray, e da ciò che trovo in due pubblicazioni, danno tanto del mais comune, come anche del mais protetto da lische, e non si può ritenere che una specie selvaggia possa variare tanto prontamente e in sì alto grado alla prima coltivazione.
      Il mais ha variato in modo straordinario ed evidente. Il Metzger,(586) che studiò attentamente la coltura di questa pianta, ne distingue dodici razze (Unterart), comprendenti delle numerose sottovarietà; tra le ultime ve ne ha di assai costanti ed altre che non lo sono affatto. Le diverse razze variano in altezza tra i 15 e 18 piedi ed i 16-18 pollici, come in una varietà nana descritta da Bonafous. L'intiera spica varia di forma, essendo ora lunga e sottile, ora breve e grossa, ed ora ramificata; essa è in una varietà oltre quattro volte più lunga che nella nana. I grani possono essere disposti nella spica in serie varianti da sei a venti, oppure irregolarmente. Quanto al colore, essi possono essere bianchi, gialli pallidi, ranciati, rossi, violetti, o elegantemente striati di nero,(587) e si trovano qualche volta dei grani di due colori in una stessa spica. In una piccola collezione io trovai che un solo grano di una varietà può pesare quanto sette di un'altra. Il grano può variare molto anche nella forma: può essere piatto, globoso od ovale, più largo che lungo, o più lungo che largo, senza punta, o prolungato in un dente acuto, e questo dente è qualche volta ricurvo. Una varietà (la rugosa di Bonafous, che è assai estesamente coltivata negli Stati Uniti come grano dolce) ha i semi avvizziti in modo strano, onde l'intera spira trae un aspetto singolare.


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Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico
di Charles Darwin
Utet
1876 pagine 1426

   





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