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      Il primo cambiamento importante fu la trasformazione delle linee cariche nel mezzo del fiore in una macchia centrale, od occhio, che non esisteva per l'avanti, ed è oggi considerato come una delle principali condizioni della bellezza della viola del pensiero. Si pubblicò, nel 1835, un lavoro consacrato specialmente a questo fiore, e, a questa stessa epoca, erano venute in commercio quattrocento varietà. Perciò questa pianta mi sembra degna d'essere studiata, e più particolarmente pel contrasto esistente tra i fiori piccoli di colore smorto, allungati ed irregolari della viola del pensiero selvatico, ed i fiori magnifici, piatti, simmetrici, circolari, vellutati, aventi oltre due pollici di diametro, splendidamente ed in vario modo colorati che si esposero nelle nostre mostre. Ma esaminando la cosa più dappresso, trovo che, malgrado l'origine recente di tutte le varietà, regna la più grande confusione nella loro genealogia. I floricultori fanno discendere le varietà(817) da più tipi selvatici, V. tricolor, lutea, grandiflora, amoena e altaica, più o meno tra loro incrociate. Se si consultano le opere di botanica, per accertarsi che queste forme hanno il rango di specie, non si trova che dubbio e confusione. La Viola altaica sembra essere una forma distinta, ma non so quale parte essa possa aver avuta nella formazione delle nostre varietà; si dice che fu incrociata colla V. lutea. Tutti i botanici considerano oggi la V. amoena(818) come una varietà naturale della V. grandiflora, che mostrò essere, come la V. sudetica, identica alla V. lutea.


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Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico
di Charles Darwin
Utet
1876 pagine 1426

   





Viola